TRANSIT V.P.S.

transit8x5Dopo una lunghissima assenza, si ritrovano sul palco del Melville i Transit V.P.S., storica formazione della scena alternativa piacentina. Incredibile! I Transit V.P.S. si riunoranno di nuovo per riproporre quel sano crossover hard che un tempo accompagnava così bene il giubottino del ben noto colore…

E’ la prima delle Reunion del Melville: gruppi e bands scioltesi ormai da anni o addirittura decenni che scelgono il nostro locale per riunirsi e suonare ancora una volta insieme.

All’insegna della leggerezza e dell’Amarcord.

Da Youtube alcuni estratti dall’ultimo concerto dei Transit (al Cohiba, nel 2004):

http://www.youtube.com/watch?v=REnDvW8lZ0U  (intro)

http://www.youtube.com/watch?v=KRUxliy33cI  (Funk at one)

http://www.youtube.com/watch?v=PnNwCW5iqY0  (Wind of chapas)

Transit V.P.S. – Biografia

Nell’ormai lontano 1992, col pretesto di fare un concerto di capo d’anno, si formarono i Transit V.P.S. risultato della fusione dei Gadans, Moisture e da’mici vari.
Transit V.P.S. – [etim.incerta] S.M. Furgone di marca Ford del ben noto colore Verde Pisello Scaccia-figa. 2 mus. Gruppo musicale dedito al Crossover-hard: a t’è luc tamme un Transit V.P.S.
Subito dopo, trovato un altro cantante (il Sanfa), abbiamo deciso di fare qualche prova insieme, e mollati i mollicci Moisture e i gadani Gadans abbiamo fondato definitivamente i Transit V.P.S. Iniziano così a prender vita i primi pezzi e vengono eseguiti i primi concerti.
La prima formazione è stata:
Voce: Sanfa, Chitarra: Max, Chitarra: Achille, Basso: Ale, Batteria: Gigio
Spiccano in questo periodo il concerto a Castelnuovo B.d’A. “Serata Rock” e la Festa dell’Unità a Piacenza nel 1993 dopo la quale, alla voce, subentra il Guancia che si guadagnerà, a turno con gli altri il ruolo di “leader indiscusso dei Transit V.P.S.” Si lavora ai pezzi nuovi riadattandoli alle capacità vocali del nuovo cantante e ci si muove proponendo concerti nell’underground soprattutto della bassa lodigiana, anche perché il povero Transit già aveva i suoi anni…
Alla Coop di Borgo Trebbia esordiamo con la nuova formazione e i giubbotti di vero colore Verde Pisello Scaccia-figa (Marenghi commentò: “tzk-tzk eo-eo pan-pot a si bei brut con chi giubot lè, gnan chi dal lisio!”).
Facemmo così ciocco che la nonna Gegia dichiarò: “me a sum surda, ma vietar miv fat vegn surda ancura posè!”. Tra la diverse date di quel periodo bisogna citare il concerto, sotto mentite spoglie col nome di “Gualtiero e i piezoelettrici”, al Dopolavoro Ferroviario.
Sempre nel ’94 abbiamo suonato all’allora conosciuto Lenz dove Achille suonò il sax (della banda Ponchielli). Malgrado il locale fosse pieno, il gestore si è rifiutò di pagarci il pattuito così, avendoci dato come spogliatoio il magazzino delle birre, uscimmo con gli strumenti in mano ma le custodie piene…
Per due anni consecutivi, alla “Serata Rock”, abbiamo suonato col Guancia ingessato prima alla gamba e poi alla mano: visto che correva con la moto in pista da professionista, è caduto in motorino entrando in garage. Dopo di che ha pensato bene di abbandonare la carriera di pilota.
Il papà del Max (Ulmer) faceva il materassaio, la mamma lavorava in un pastificio. Grazie a loro, la nostra sala prove era insonorizzata con materassi inchiodati alle pareti e cartoni delle uova sul soffitto. Si giunge al primo demo nel ’95 composto da sei pezzi ben assortiti con forti influssi metal ma con peculiarità jazz-blues che rispecchiano la eterogeneità e la compartecipazione dei componenti. Inizia a prender piede un genere che vuole uscire dagli schemi: il crossover hard.
Il Max, una volta ottenuto il “suono perfetto” lascia il gruppo.
Il Guancia sfoggia così le sue doti di chitarrista e cantante.
A Settembre del ’95 partecipiamo al primo tendenze e poi via subito un altro concerto in serata a Caselle Landi dove impressionammo gli organizzatori per la quantità di cibo e birra che ci ingozzammo.
Il ’96 ci vede in concerto in varie date e locali citiamo l’Internet Caffè, il Burma, la “Serata Rock”, il Babala. Nell’estate del ’96 Ale, il bassista, ci l’ascia (e noi l’accettiamo) e viene sostituito col Geppo.
Al Dalì nel ’97 stabiliamo il nostro record di pubblico: sette persone incluse morose e parenti…ma tutti attentissimi… Il Mancu (Mr. Man) c’era.
In compenso siamo arrivati secondi, dopo i super-raccomandati, al contest del Lenz e abbiamo aperto il concerto alla “Serata Rock” dei 60/70 dove la batteria del Gigio di fianco ala loro sembrava quella giocattolo di un bambino. Il contest del Lenz segna l’ultima data del Geppo coi Transit V.P.S. e via che il Guancia prende in mano il basso e si trasforma in bassista cantante.
La “Serata Rock” del ’99 ci vede per l’ennesima volta sul palco in compagnia di Gruppi amici: Klown, Ali di Vetro, Scare Headline.
La sala prova/studio di registrazione diventa “il Bunker”: una fetta di cantina del Gigio attrezzata all’occorrenza. Il concerto più alto lo teniamo al fontanino di Groppallo.
Abbiamo partecipato al Tendenze del ’99.
Tra il ’99 e il 2000, frutto di una lunga maturazione, esce “Inside the Transit” il primo CD registrato, stampato e ditribuito da Transit V.P.S. Che, Zombie Kid (detto l’ammazza-gruppi), giudica un oltraggio alla musica fatta eccezione per Vaffanculo che è invece un gran pezzo.
Di fatto Vaffanculo diventerà il nostro pezzo più famoso.
In questo disco, di fatto, abbiamo usato tecniche sopraffine tra cui la “binaural recording” attraverso la quale viene fatta giustizia al ruggito del Transit.
Al Babala, sempre nel 2000, ci fregiamo di aver avuto come special guest “il Brando” durante la cover dei Gadans “non andare a squola”.
In occasione della finale del primo grande fratello apriamo una serie di concerti al The Barge, inizialmente l’accordo fu: “non vi pago ma mangiate e bevete quello che volete”. La seconda volta ci disse: “Preferisco pagarvi”.
Il Tendenze del 2000 è stato un concerto piuttosto importante: il Guancia dopo aver sparato con la pistola ad acqua alla Pippa ha lanciato nel nulla una scatola di preservativi (doveva essere una sensibilizzazione alla prevenzione) il pubblico fu subito magnetizzato e fu un gran successo.
L’esperienza mistica dei Transit V.P.S. si concretizza invece nei concerti alla festa di S. Giuseppe Operaio. Il parroco ci diede un monito: “Mi raccomando, non impossessatevi del microfono…” e noi cantammo Vaffanculo. Fu l’ultimo concerto su quel palco.
In questo periodo di crisi del gruppo facciamo il nostro peggior concerto a un motoraduno.
Il 2002 ci immortala in uno dei più bei Tendenze, durante il quale invitiamo (come nostra usanza) altri musicisti sul palco per fare una Jam. Con noi nientepopodimenoche Tony Face (batteria), Marcello (Len) (basso), Giulio Cardini (chitarra), Davide Galli (cubista, cori), Transit V.P.S. (vocel e simpatia) a suonare un bel Vaffanculo.
Primavera 2003 esce il terzo disco intitolato secondo (II): un consapevole e maturo crossover hard.
Durante il Tendenze 2003 il Transit V.P.S. viene esorcizzato e diventa P.D.F. (Pitturato Dalle Fighe): riempito di graffiti diventa monumento ambulante autocelebrativo.
Abbiamo promosso in vari locali l’ultimo disco tra cui citiamo il Cohiba e the Field.
Proprio il Cohiba e sede dell’ultimo concerto:
il Gigio prese la birra, la versò e disse: “Ciao, io vado in Irlanda”;
Guancia: “Sì, ma quando torni?”;
Gigio: “Provo a vivere la, perché le nuvole la non si fermano”;
Achille “Dobbiamo fare l’ultimo concerto”
E il 15/5/2004 fu l’ultimo concerto dei Transit V.P.S.