FABIO LUBRANO

“Volare sott’acqua – Racconti per chi non ha il tempo di leggere” è una raccolta di racconti tragicomici, pungenti, imprevedibili: storie che raccontano brevi e brevissimi scorci di vita quotidiana come fulmini a ciel sereno. Edita da LiberAria, è in libreria da maggio. L’eccezionalità (dell’amore, della vita, dei sentimenti privati) diventa la regola. I personaggi si ritrovano in situazioni diverse (l’inizio e la fine di un amore, un incontro casuale, stress lavorativi, litigi di famiglia) che la rapidità della scrittura di Lubrano cattura con un tono sempre garbato. La vita è difficile, ma basta poco per renderla più leggera, basta l’amore: “Qual è l’emozione più pura che hai provato?” gli chiese lei, un pomeriggio. Gianni non era sicuro di aver capito bene il senso della domanda. “Per pura intendo un’emozione libera da qualsiasi altro sentimento”, spiegò Silvia, “un’emozione che non nasce da un’aspettativa in qualcosa, che non pareggia la frustrazione, non è contaminata dalla passione, dalla rivalsa e così via.” Lì per lì non seppe cosa rispondere. Gli venivano in mente tanti episodi, ma nemmeno uno che fosse privo di sentimenti accessori. Poi visualizzò l’immagine di una piccola giacca a vento azzurra. “È successo qualche anno fa”, raccontò Gianni, “nevicava. Probabilmente era perché nevicava che…”, e finalmente confessò: “Vedi, sono sempre stato un pinguino in tutte le mie vite precedenti.” Lubrano mette insieme le cose più diverse. Come un quadro di De Chirico. Una scrittura metafisica che gioca con i paradossi dell’esistenza. La ferocia malinconica con cui, in poche battute, inchioda il mondo è tipica degli autori pronti a schierarsi dalla parte del paradosso (e dell’ironia) prima che dalla parte della cosiddetta realtà (e della tragedia). Fabio Lubrano è nato a Ravenna nel 1973 e vive a Milano. Nel 1995 ha pubblicato “L’amore è...

DOCTOR WOOD

Blues, e anche un po’ di funk, soul, jazz e ovviamente rock per il travolgente live dei Doctor Wood, da Piacenza. Dal sito http://www.doctorwood.it/: Sembrerebbe proprio che Max, Silvia e io non c’azzecchiamo un accidente l’uno con l’altro: uno è nato dieci anni prima di me e l’altra dieci anni dopo, uno a Cremona e l’altra a Piacenza (ma prima che diventasse una collega manco sapevo chi fosse). Vite diverse, situazioni lontane. Alla fine degli anni ’80 ho conosciuto il Max tramite un amico comune: eravamo un quintetto in tour nel soggiorno dei miei; allora ci si provava con gli standard jazz, bei momenti, molestavo il pianoforte e avevo un vicinato d’eccezione. Nel frattempo quella là chissà dov’era: probabilmente già in giro a far danni (siamo tranquilli, è tutto prescritto!). Poi la laurea, l’anno a Londra… per Max la famiglia, il lavoro e come capita in questi casi ci si è persi del tutto di vista… per una ventina d’anni. Eh, sì: proprio venti! Intanto pare che quella là si dedicasse addirittura alla politica in qualche regime sudamericano. 🙂 Nel 2008 nei corridoi del palazzaccio incontro sta ragazzotta rugbista, metallara e moto-simbiotica che ha appena iniziato a suonare il basso; ahppperò! Che spinta psicologica sta qua; se mi mette le mani addosso mi ammazza! Nell’autunno 2009 Iniziamo a suonare un po’ di rock classico con i vecchi amici Betty Blue e Billy Biolchi, lei ha una vitalità incredibile e una rapidità d’apprendimento notevole. Frequentiamo i luoghi della musica live, specialmente il Milestone: ed ero proprio lì con lei quando nel maggio 2010, dopo quei famosi vent’anni, io e il Max ci ritroviamo per puro caso: che risate! Però, che strano; non ci azzeccheremo per nulla noi tre ma ci si capisce al volo. Tanto...

LORENZO CALZA

Un altro grande amico ci viene trovare al Melville: è Lorenzo Calza, sceneggiatore di Julia e autore della striscia “She”, oltre che scrittore con all’attivo il titolo “La commedia è finita” (ed. Robin, 2011). “Panico – Il buio è l’unica sicurezza per rimanere vivi” è il suo secondo romanzo, pubblicato per la casa editrice Edizioni della Sera (collana Thriller – Calliphora; ISBN: 978-88-97139-36-2). Nel thriller di Calza, il mistery classico assume dei tratti simbolici: la via d’uscita è restare al buio. Il plot rispecchia l’impanto del mistery classico: un teno entra in una galleria e, misteriosamente, non ne esce più. Un trentenne, precario, con le sue ambizioni frustrate. Nello scompartimento siedono altre persone: una ragazza, un tizio distino e taciturno piegato sul portatile, un anziano, tre studenti e una famigliola di Rom. Col passare del tempo, tutti realizzano che qualcosa non va. Il buio che circonda il treno diventa dramma. Oltre all’impatto metaforico della vicenda, esiste una sottotrama simbolica, che sfocia in un disvelamento finale quasi spiritualistico, lisergico. Tre giorni. Tre, al buio. Alle ore 21.15, introduce Ermanno Mariani...

GIUSEPPE LIBE’

Alle ore 22 il Melville ospita il concerto del giovane cantautore piacentino Giuseppe Libè: tra De Andrè e Ligabure, R.E.M. e Bruce Springsteen. Insieme alla sua band ( Riccardo Dallagiovanna, Roberto Selvatici e Filippo Pollastri) presenterà i brani contenuti nel primo EP, L’anima nel fango, e alcune nuove canzoni che anticipano il primo album, oltre alle rivisitazioni in chiave folk rock alcuni celebri brani di cantautori italiani. La sua biografia da http://www.rockit.it/libe/biografia Sono nato nella provincia di Piacenza il 7 agosto 1983. La passione per la musica è nata vedendo mio nonno suonare nella banda del paese; all’età di otto anni entro anch’io nella banda ed inizio a studiare il clarinetto. In quel periodo nel mio walkman non mancano mai i Beatles e i cantanti italiani. Da adolescente scoppia l’amore per la chitarra e la musica rock, così inizio a prendere lezioni e formo le mie prime band: i Frisoni e i Libido, che mi vedono anche nelle vesti di cantante. Il desiderio di scrivere brani miei emerge subito; le mie prime composizioni sono canzoni piene di rabbia e voglia di riscatto, canzoni di un provinciale. Con gli anni dell’università i miei gusti si spostano in maniera preponderante verso il mondo dei cantautori; nel mio immaginario una canzone ha senso di esistere solo se è in grado gridare un messaggio, raccontare una storia o descrivere uno stato d’animo . Dopo varie esperienze musicali, tra le quali un tributo ai Pearl Jam (www.myspace.com/musicrvm), mi prendo un periodo di pausa dai concerti; nascono in questi anni nuove canzoni, che fondono il rock al cantautorato. La pausa viene interrotta dalla chiamata di un noto gruppo italiano che mi chiede di partecipare ad un provino. I provini che sostengo mi spingono a continuare a studiare musica e scrivere...

DJ ALEX MONDINA

Aperitivo musicale a base di tapas con il sottofondo della musica di Alex Mondina, dj di San Nicolò: chill house, acid jazz, ma anche disco music anni 70-80.

LAURA DE BENEDETTI

Mercoledì 3 luglio alle 21 presentazione del libro “Il giusto mondo” di Laura De Benedetti. Il giusto mondo. E’ un mondo di donne. E’ stato il genere femminile a guidare l’evolversi dell’umanità, come simboleggia l’immagine di copertina: “La donna di Vitruvio”. Le donne decidono se e quando avere delle figlie, con o senza uomini, grazie ad un kit per l’autoinseminazione. La religione, la società si aspettano che restino vergini, cioè indipendenti. Lo ribadisce la massima autorità spirituale, lo si evince dalle fiabe raccontate alle bambine. Se le donne non generano la vita non possono fare carriera. Il matrimonio è bandito perché considerato sinonimo di sterilità della specie. Il linguaggio è al femminile. E’ una donna ad essere morta sulla croce. Gli uomini svolgono i lavori più umili, chiedono pari opportunità sociali. Vengono loro trattenuti in busta paga i costi di crimini e vandalismi. Nei Paesi più retrogradi, dove vige l’integralismo matriarcale, vivono in condizione di semischiavitù. Ma il libro non si presenta come un’utopia (o distopia, che dir si voglia) futuribile. L’immagine di questo ‘giusto mondo’ si dipana, con un ritmo serrato, nella sua ordinaria quotidianità attorno all’indagine su un femminicidio, apparendo plausibile, reale. E’ il semplice riflesso, che ci torna da uno specchio capace di ribaltare i ruoli di genere, del mondo attuale.   Laura De Benedetti è nata a Milano nel 1966. Giornalista professionista, è corrispondente da Lodi per il quotidiano Il Giorno. Sposata e con un figlio, presiede l’associazione culturale Primaluce che promuove, tra le altre cose, l’International Trompe l’Oeil Festival, da lei ideato. Sul suo blog www.lauradebenedetti.it ironizza sullo “sbagliato mondo” di oggi. Questo è il suo primo romanzo....

ERICA OPIZZI

Concerto acustico della folksinger piacentina dalle ore 22. Ballads and American Songs Viaggio attraverso la musica bianca e nera d’America. Dall’età di 18 anni ascolta diversi artisti americani come Emmylou Harris, Woody Gutrie, Kate Wolf, Nanci Griffith, Creedence Clearwater Revival, Carter Family, che diventanto i suoi modelli di ispirazione per canto e per il tipo di repertorio. Parallelamente impara come autodidatta a suonare la chitarra acustica e l’armonica a bocca. A partire dall’anno 2000, studia regolarmente canto con la soprano lituana Jolanta Stanelyte (da www.piacenzamusicpride.com). Attività artistica e discografica:   Dal 1999 al 2001 canta e suona la chitarra ritmica con la band di musica tradizionale americana “Hard Trails”, con la quale partecipa al festival degli artisti di strada di Sarnico, BG 1999. Nel 2000, la stessa formazione viene selezionata per la pubblicazione di un doppio album chiamato “Country in this country” (Ethnoworld); una raccolta di brani incisi dalle migliori band italiane che rappresentano la musica country in Italia. Tra il 2001 e il 2003 fa esperienza anche nel genere bluegrass e country-rock con le band “Mapple tree” e “Foggy road” Nel 2004 lavora nella stagione estiva nel più grande parco di divertimento italiano (Gardaland) in qualità cantante e chitarrista country nel “Villaggio Western”.   Da più di 10 anni, collabora in qualità di corista con Fabrizio Poggi dei Chicken Mambo, un armonicista di fama internazionale col quale, oltre a partecipare a numerosi concerti nel nord Italia tra cui il celebre “Folkfest partecipa all’incisione di 4 album : – Con il gruppo “Turututela” : Canzoni popolari (Dunya-Felmay 2002) – Con il gruppo “Turututela” : La storia si canta (Dunya-Felmay 2006) dedicati alla musica tradizionale del nord Italia; -Con il gruppo “Chiken Mambo”: Mercy (Ultrasound Records 2008) Brani di musica gospel. Partecipano all’incisione anche nomi...

DJ LOOKA

Per l’aperitivo del Melville ecco il primo set di DJ Looka, esperto selezionatore di rock danzereccio (Boeri, Baciccia). Dj set a partire dalle...

STEFANO GIACCONE

Mercoledì 10 luglio sarà ospite del Melville Stefano Giaccone per una tappa del suo NATI PER QUESTO tour. Concerto live a partire dalle ore...

Città in Controluce

Appuntamento con “Città in controluce” per parlare di CITTA’ tra UTOPIA e DISTOPIA: presentazione del n. 23-24 della rivista edita dalla casa editrice Vicolo del Pavone, a cura di Giampaolo Nuvolati. Partecipano: Luigi Boledi, Ugo Locatelli, Elisabetta Paraboschi, Giovanni Smerieri, Italo Testa. Il cinema distopico, che immagini urbane trasmette? E’ ancora possibile pensare ad un mondo migliore? … Si tratta di sogni ad occhi aperti? … Utopie possibili tra poesia, narrativa e...

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