COLPANI E MIKELESS

col dovuto rancore

Un duo divertente e sensibile, Alessandro Colpani e Mikeless presentano il loro nuovo disco al Melville.  Dalle ore 22

Potete guardare su Youtube un’intervista del mitico Gio Castagnetti ad Alessandro Colpani e Mikeless:  http://www.youtube.com/watch?v=uhENSf4WCns

ESTRATTO DAL SITO WWW.PIACENZAMUSICPRIDE.COM

La recensione del disco “Col dovuto rancore” del gruppo “Spiritosi ma non troppo”, dietro il cui nome si nascondono Alessandro Colpani e Mikeless, a opera di Simone Spreafico dei Mercanti di liquore.

Forse questa cosa ci mancava. Forse la cercavamo ma ancora non c’era.
Il concetto è semplice: un cantautore del passato sparato nel futuro.
Ivan, Francesco, Claudio, Franco che accendono un computer e si vedono in un mondo nuovo. Un mondo fatto di blog, di disoccupazione, di padroni, di tutto e di niente.
Forse mancava davvero un chiaro ed acuto concetto del presente frammisto ad una apertura lucida e attenta del futuro, una finestra che, in stile “Fringe”, si apre dal passato su un Pianeta futuro parallelo.
Non servono effetti speciali, né appigli, né illusioni (“Vite”). Siamo in un mondo disperso, sfumato, dove “i tempi d’oro” non ci sono più.
E le note, i testi scivolano via come acqua, allo stesso tempo, però, aridi, asciutti, semplici, proprio come l’acqua che ora non c’è più.
Vecchi, giovani, vecchi giovani rifatti, uomini che abitano queste canzoni, se ne impossessano (“Domani”), le rapiscono, quasi volessero parlare attraverso di esse, quasi volessero dire che, nonostante tutto, loro, gli uomini, ci sono ancora: stanchi, flaccidi, svogliati di sesso, con le chiappe a forma di sedia, divorati dai loro computer, inglobati nei loro video luminosi che li scarnificano come lupi nel ghiaccio.
“Col dovuto rancore” è un disco che ci mastica, ci rumina, ci inghiotte e ci risputa fuori consci che esiste uno stomaco, più sani e più saggi, più coscienziosi di ciò che questa voce dal passato ci avvisa sul futuro che stiamo vivendo e che vivremo.
E i suoni finali di “Vecchio” sono già il futuro che chiude la porta in faccia al passato.
Dopo siamo ancora oltre. Gli atomi, diventano futuro, diventano suoni e qui già si è a quello che verrà (“Mitosi”).