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Dizionario Toponomastico fantastico

Mercoledì 6 dicembre 2017, ore 21 – Presentazione del “Dizionario Toponomastico fantastico della provincia di Piacenza” a cura di Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani (ed. Officine Gutenberg 2017).

Quello che nessuno ha mai svelato sull’origine dei nostri paesi.

Una delle più incredibili vicende raccolte in questo libro è quella di Besenzone, che a partire dal IV secolo d.C. fu popolato da donne molto belle provenienti dal nord Europa: donne alte, di carnagione chiara e dalla lunga chioma, bionda o del colore del fuoco e del rame, che a torto vennero credute streghe. Un’altra è relativa a una scatenata battaglia tra Barbieri preistorici in un grande Prato al limitare dei boschi del monte Moria, una sorta di nostrano talent show ante litteram. Un’altra ancora a un uomo incurvato dagli anni, con il respiro affannoso, che era solito accovacciarsi sotto le fronde del suo albero di noci per veder volare nel cielo un Gabbiano. Che cosa ci faceva lì, tra le colline sopra Pianello, quello strano uccello?
E che dire di Doppi, abitato solo da gemelli, o di Settesorelle, umile rifugio di una vedova che alla fine del Settecento crebbe da sola sette figliole?
Sull’origine dei toponimi di Mareto e di Montalbo non c’è invece certezza: vi sono in campo diverse ipotesi, tutte (quasi) verosimili. In altri casi, dubbi non ce ne sono. Castelvetro deve il suo nome al maniero (tutto trasparente) di un conte assai geloso della sua giovane moglie; I Vaccari allo spettacolo itinerante del circo indiano del Grande Capo Toro Accovacciato (il cui figlio sarebbe poi diventato il ben più noto Toro Seduto); Corano alla prima enclave islamica in val Tidone; San Polo a un geniale stilista cinese che disegnò la prima maglietta con il collo (assai prima di Lacoste e di Ralph Lauren); Tuna a un’azienda inglese che sulle sponde del fiume allevava il tonno già inscatolato.
E ancora: i meriti dell’enogastronomia piacentina. A Brodo, piccolo borgo alle pendici della Pietra Parcellara, si inventò – appunto – il brodo, tanto che ancor oggi è gemellato con Knorrburg, in Germania. A Perino, invece, un fantastico liquore ad alto tasso alcolico, ovviamente a base di pere.
Come dite, non l’avete mai bevuto?
Non vi resta che leggere queste pagine, se volete conoscere la vera storia (fantastica) dei nostri paesi e delle nostre vallate.

Il borgo di MENZANI – trattasi di M. Soprano, piccolo gioiello urbanistico nei pressi del Trebbia e a pochi passi da M. Sottano, a cui è da sempre gemellato – viene fondato nel 1968, in piena epoca di contestazione, da un gruppo di fan del progressive rock e della Scuola di Canterbury, oltre che dei classici russi.
Quattordici anni dopo, sull’altra sponda del fiume nasce DADATI, borgo edificato secondo un malinteso sogno architettonico fin troppo tardo: come Grazzano Visconti è di gusto medievale, così il D. si presenta di gusto neoclassico. Va da sé che i capitelli sono durati ben poco e oggi l’abitato si mostra singolarmente scabro.
In questa zona, nel periodo natalizio si assiste a una straordinaria fioritura di libri, libri profumatissimi e dai mille e più colori. Tra essi, il Dizionario biografico fantastico dei piacentini illustri (2012), la Guida ai luoghi fantastici di Piacenza (e provincia) (2013), L’Antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina (2014), Inferno. La Divina Commedia arriva anche a Piacenza (2015), Tutti i Santi del Paradiso piacentino (2016), tutti editi da Officine Gutenberg.