BRINGER OF WAR

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Uno stra-ordinario set acustico della metal band piacentina, che accompagna lo scrittore Pietro Gandolfi nella lettura dei suoi racconti (“Dead of night”) recentemente editi da UniversItalia, all’interno della collana Horror Project. Perché di orrore si tratta. Un orrore a noi vicino, tangibile, che sconvolge la notte di Santa Lucia o nascosto nelle fitte cortine di nebbia padana, o dell’entroterra ligure – come nel caso del primo racconto (“Nebbia a Triora”), che narra di immaginifiche streghe dedite al gang bang – oppure in squallidi locali per alcolizzati alle prese con delusioni d’amore (“L’arte della sottrazione”, puro splatterpunk), o ancora nella classe di un adolescente solitario che non perde tempo con i coetanei ma che studia il modo di riportare in vita il cadavere di suo zio per vincere il premio di scienze (“Il Progetto di Jeremy”): sorprendenti le analogie con l’ultimo Tim Burton… così come nella cover goticheggiante.

La lettura è gradevole e appassionante, anche per i non esperti del genere: “Più si va avanti e più le storie sembrano uscire con facilità. I personaggi si scrivono da soli, perché sono tutti riflessi della personalità di chi li crea”, racconta lo stesso Gandolfi in un’intervista al sito horrorproject.fan-club.it, nella quale inserisce tra i ringraziamenti il rimpianto Vittorio Curtoni, tra i maestri dell’horror in Italia (dove non gode di una grande tradizione, a differenza di quelli anglosassoni).

I riferimenti li cita lui stesso, nel corso dell’intervista: “Dentro si può trovare di tutto, dallo Splatterpunk a Richard Laymon, da Clive Barker ad autori più classici come Lovecraft, fino alle atmosfere di tanti film di ieri e di oggi, anche se nel mio caso le ispirazioni partono dal New Horror degli anni ’70 e ’80 di autori come Romero e Hooper, ma anche di quel cinema successivo al duemila che sembra ricordare bene che l’horror principalmente deve fare male e dare fastidio”. L’autore si nutre da sempre di letteratura, fumetti e cinema dell’orrore e ha iniziato a scivere per “estrapolare dalla propria psiche malata la Storie. Senza le storie saremmo tutti un po’ più tristi”.

Oltre che per la letteratura splatter, ha una grande passione per la musica e con lo pseudonimo di Lord è anche il leader della “Epic Metal band Bringer of War”, che suona un genere fra l’Epic, il Doom e il metal classico. Tra i suoi progetti futuri, un romanzo e un film a quattro mani con l’amico regista Giuliano Albertelli.

Il suo primo racconto è contenuto nell’antologia “Il Paese dell’Oscurità” (2012, UniversItalia), curato da Luigi Boccia che firma anche la prefazione (“Tecnologia e Rivoluzione”) alla raccolta “Dead of Night”: “Fastidio. Paura. Delirio. Orrore. Tensione. Inquietudine. Orribili creature e nuovi universi. Ecco gli ingredienti che sono alla base di questo libro di sangue (…) perché nonostante la tecnologia ormai pervade ogni angolo della nostra intimità ed esistenza, l’oscurità che ci circonda, è intorno a noi, e non c’è nulla che possiamo fare se non fermarci ad ascoltare le sue voci sussurranti…”

La presentazione della metal band, dal sito http://www.bringersofwar.com

Warbringer was born by an idea of Lord, singer and once member of Dark Horizon and Stormblade, with the intention to play an old school Epic Metal, with Doom and Dark influences.

After got the right co-operation with Pex, once guitarist of Helgrind, Eternae and Stormblade, they composed and recorded nine tracks of witch seven on the cd.

Considering the absence of a line up, they adapted their selves to record the cd with a sequencer as drums. The result is an Epic evocative metal, with Dark atmospheres.

Now Warbringer is a true band, made up of Andrew Moretz as guitarist, Al Rockraven as bass guitarist and Karl Linger as drummer. With this line up, Warbringer did various shows, always offering powerful, intense and evocative performances.

The lyrics are freely taken from the tales and books that made the story of fantasy and epic literature.

2011 – New life’s year.
With the lineup complete, writing for new material, rehearsal and everything else started again. It took some time to get all the songs to new life with new arrangements (nothing too extreme but with new guitar players you need to 😉 ) and to complete the new songs and a couple of covers.

All fear the Axeman that is the name of the project which made the band’s name to change.

With the inclusion in the Tribute to Omen, the monicker problem came out. American Warbringer reached the third studio CD and become a well known name in metal’s world so in order to avoid any mistakes or confilicts between the band. Italian Warbringer changed the name in BRINGER OF WAR